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Cultura

Portofino Days, il Premio Cinema e Patrimonio va alla serie televisiva su Mameli

Super User 25 Marzo 2025 198 Visite

 

Nell’ambito dei Portofino Days, il prossimo 28 marzo sarà consegnato alla società di produzione Pepito di Roma il Premio Cinema e Patrimonio, il prestigioso riconoscimento assegnato dall’ente Stati Generali del Patrimonio Italiano alle produzioni cinematografiche e televisive che promuovono il patrimonio architettonico, artistico, culturale e storico italiano.

La casa di produzione romana ha realizzato la miniserie “Mameli, il ragazzo che sognò l’Italia” messa in onda da Rai 1 che racconta la storia del patriota genovese Goffredo Mameli morto poco più che ventenne, autore del Canto degli Italiani l’inno nazionale.

A ritirare il premio sarà Agostino Saccà, presidente di Pepito Produzioni e già direttore generale Rai, che lo riceverà da Ivan Drogo Inglese presidente dell’ente.

Il premio, una ceramica firmata Tullio Mazzotti di Albissola, in precedenza è stato assegnato alla regista Cinzia Torrini per la serie Elisa di Rivombrosa trasmessa da Canale 5 e girata nel Castello di Agliè vicino Torino.

Moto Guzzi: 104 anni di storia raccontata in un libro di Elena Bagnasco

Super User 15 Marzo 2025 897 Visite

Correva l’anno 1921 quando proprio a Genova venne firmato l’atto costitutivo della Moto Guzzi, fondata all’ombra della Lanterna il 15 marzo 1921.

La “culla” della neonata società dal simbolo dell’aquila fu lo studio del notaio Cassanello, nel quartiere residenziale di Carignano, dove erano radunati l’imprenditore genovese Emanuele Vittorio Parodi con il nipote Angelo e il figlio Giorgio, anche in rappresentanza di Carlo Guzzi e Gaetano Belviglieri, uomo di fiducia della famiglia Parodi.

Nasceva una storia epica, iconica nel mondo delle due ruote Guzzi, ancora oggi brand di eccellenza e diffuso nel pianeta, sogno di tanti.

Ed aiuterà a ricordare la storia una nuova pubblicazione, ricca di documenti inediti e testimonianze, che uscirà in occasione dell’ottantesimo anno della scomparsa di Emanuele Vittorio Parodi e settantesimo di Giorgio Parodi.

“Avevo 9 anni quando il papà mi lasciò 70 anni fa – ricorda Marina Cais di Pierlas Parodi - negli ultimi mesi era triste pensando alla mamma che era mancata l’anno precedente. Il suo sorriso tuttavia tornava ad accendersi quando mi raccontava del suo papà Manuelin e della GP, della Guzzi, delle vittorie, dei nuovi progetti. Uno tra i ricordi più belli è quando per mano mi portò a visitare la galleria del vento, era orgoglioso di questa galleria che lui chiamava tunnel, felice tra i suoi impiegati e i suoi operai. Lasciò la presidenza per stare vicino a mamma nella sua malattia, ma non lasciò mai la sua Guzzi e rimase sempre vicino al fratello Enrico sedendo in Consiglio fino alla sua morte”.

Narrazione che integra Elena Bagnasco, autrice del libro, nipote del fondatore: “dopo quasi tre anni di ricerca in archivi - fa sapere - era giusto fermare tutto in uno scritto. C’è sempre stata molta nebbia sulla nascita del primo prototipo di motocicletta, la GP 500 del 1919, la mia ricerca vuole essere un contributo per far chiarezza in questa bellissima storia. Questo è un anno particolare, ci sono due ricorrenze importanti, come genovese e discendente della famiglia, ho voluto celebrare il loro ricordo con questo lavoro, che andrà ad integrare il volume sulla famiglia uscito nel 2021. Un grande passato industriale, non solo dei Parodi, ma di una terra che ha dato un impulso fondamentale allo sviluppo tecnologico della prima metà del Novecento”.

L’editore dell’opera, giornalista e scrittore Stefano Termanini, fa sapere come per realizzare il libro Elena Bagnasco abbia “visitato archivi, compulsato e studiato documenti. Per ricostruire la storia della fabbricazione del primo prototipo della Guzzi, narrando quali furono gli antefatti e le premesse che ad essa condussero, il libro di Elena Bagnasco non esce dal saldo perimetro delle fonti primarie. Il libro cui stiamo lavorando è dunque rigoroso, ma è, al tempo stesso, narrativo. Riesce, in ogni caso, a far rivivere le emozioni, l’energia e la vita di coloro che 104 anni fa, dopo averlo a lungo inseguito, riuscirono a realizzare un sogno. E, pur sempre con genovese concretezza, a fondare un mito”.

Dino Frambati

Al Carlo Felice il concerto inaugurale di ‘Genova e l’800’, Orazi: “Percorso che racconta la storia dell’opera italiana”

Super User 12 Marzo 2025 269 Visite

Il Teatro Carlo Felice alza il sipario sul Concerto di Gala Inaugurale 'Genova e l'800, che segna l'apertura del grande tema Genova e l'800, cuore dell'offerta culturale della città nel 2025. L'appuntamento è per venerdì 14 marzo alle 20:00.

L'evento rappresenta un’occasione per immergersi nella musica del XIX secolo e nella figura di Giuseppe Verdi, uno dei più grandi compositori della storia della musica.

La serata si arricchisce con una conferenza di apertura tenuta da Raffaele Mellace, docente dell'Università di Genova, che approfondisce il legame tra Verdi e la città di Genova, così come il contesto musicale del secolo XIX, un periodo di straordinarie trasformazioni artistiche e culturali.

La conferenza offre al pubblico uno spunto per comprendere meglio il panorama musicale dell'epoca e il contributo fondamentale di Verdi alla storia della musica operistica. La discussione è seguita da un concerto che vede protagonisti alcuni dei migliori interpreti della scena lirica.

Il programma musicale include arie e brani del repertorio verdiano e di altri compositori dell’800, eseguiti dai talentuosi artisti che prendono parte all'evento. Sul palco si esibiscono Maria Agresta, soprano di fama mondiale, il tenore Francesco Demuro, il baritono Gabriele Viviani, e il pianista Michele D'Elia, che accompagna i cantanti in un'esecuzione raffinata e coinvolgente. 

«Con questo concerto inaugurale al Teatro Carlo Felice di Genova intendiamo celebrare il secolo d’oro della stagione operistica italiana così come viene percepita dal grande pubblico ancor oggi - dice il facente funzioni sindaco Pietro Piciocchi - Un omaggio doveroso se pensiamo ai diversi palcoscenici dedicati alla lirica nella Genova ottocentesca e alla scelta di Verdi di legarsi saldamente proprio alla nostra città, in cui trovò collaborazioni, stimoli e ispirazione.  In questo periodo storico non solo la musica, ma tutta l’arte genovese si colloca a pieno titolo nel panorama nazionale e internazionale: fu un secolo fecondo e proattivo che desideriamo raccontare nelle varie sfaccettature con l’anno di eventi dedicati a ‘Genova e l’800’. Un programma ricchissimo con cui ci poniamo l'obiettivo di valorizzare sempre di più il nostro patrimonio artistico e la nostra storia, coinvolgere i giovani e il rafforzare il turismo culturale. Le collaborazioni con gli altri enti, associazioni, fondazioni saprà fare la differenza e coinvolgere pubblici diversi». 

«Un grande concerto per aprire l’anno di eventi dedicati a Genova e l’800 – dichiara l’assessore alla Cultura Lorenza Rosso - un secolo che ha rappresentato tantissimi cambiamenti per la nostra città. Dal punto di vista musicale ascolteremo una serie di composizioni passate alla storia, con il contributo di artisti di livello mondiale. Nulla come la musica rappresenta meglio quel concetto di unione tra culture che vogliamo valorizzare in ogni sua forma. Una location d’eccellenza come quella del Carlo Felice richiama poi quel senso di storia e arte che vogliamo trasmettere con il tema ottocentesco, dando uno sguardo alle grandi fonti artistiche che hanno influenzato l’evoluzione di Genova».

«Il concerto Genova nell’800 - commenta Claudio Orazi, sovrintendente del Teatro Carlo Felice - propone una selezione di brani in un percorso ideale che racconta la storia dell’opera italiana ottocentesca attraverso i lavori di tre dei suoi maggiori esponenti: Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini. In apertura, «Ardir!... Voglio dire... lo stupendo Elisir», dall’Elisir d’amore di Donizetti, rappresentato per la prima volta nel 1832 e grande esempio di melodramma giocoso. Seguono alcuni brani dai più celebri titoli verdiani, da Otello, La traviata, Simon Boccanegra e Luisa Miller, a tracciare le significative evoluzioni del melodramma ottocentesco italiano. In chiusura, due brani dal repertorio pucciniano che, sul finire del secolo, raccolgono il grande patrimonio ottocentesco delineando al contempo un nuovo modo di intendere il teatro musicale».

“La bomba”, ovvero il manuale di sopravvivenza alla guerra nucleare

Super User 09 Marzo 2025 297 Visite

 

Tutto quello che c’è da sapere in caso di guerra nucleare e come sopravvivere restando nei rifugi. Quante e se ci sono speranze di sopravvivenza.
E’ l’argomento di una sorta di corposo manuale da 300 pagine, dettagliato e che non tratta soltanto di un eventuale trauma atomico, ma traccia storia e dati del mondo nell’era moderna, quando è stata partorita dalla mente umana l’arma più distruttiva di sempre, a partire addirittura dal 1743, quando una farmacista tedesca scoprì elementi fino ad allora sconosciuti.

Un volume forse unico nel suo genere, che dal titolo “La bomba” e relativo disegno in copertina, fa capire cosa andrà a leggere il lettore. Il tema, ma non il contenuto che stupisce ad ogni pagina che si volta per le news che offre.
“Tutto quello che dovreste sapere in caso di guerra nucleare”, il sottotitolo scelto dall’autore, Andrea Cattaneo. Genovese, ceo di una società internazionale di energia che opera in tre continenti. Manager di esperienza come pochi, che ha visitato 132 Paesi del mondo, mettendo piede più volte nelle nazioni che hanno l’atomica, incontrando ed intrattenendo rapporti con capi di Stato, due premi Nobel per la pace.
La sua passione è la geopolitica, centro peraltro della sua attività professionale.
“Ho scritto questo libro dopo l’invasione dell’Ucraina - spiega Cattaneo - per diffondere la conoscenza della materia nel pubblico europeo”. E specifica che “vuole essere un manuale utile per spiegare la differenza tra bomba atomica e bomba nucleare, spiegandone le profonde differenze”.
Ma anche, insiste l’autore, “per fare conoscere la storia della teoria scientifica alla base dell’energia nucleare, dando alcuni rudimenti di fisica per capire tale tecnologia e da questo seguire la storia della costruzione di un ordigno bellico”.
Il libro contiene anche una cospicua parte storica, molto documentata e che parte dall’utilizzo della “prima bomba - sottolinea Andrea Cattaneo - e della successiva corsa alla costruzione di centinaia e poi migliaia di bombe da parte di superpotenze rivali. La parte più lunga e più utile del libro spiega le misure più fondamentali ed urgenti grazie alle quali un privato, una famiglia può sopravvivere nei giorni successivi all’esplosione di tale bomba, dando consigli pratici, medici e psicologici”.
Nella forte e probabilmente ben motivata speranza che nessun folle decida di passare alla guerra atomica che distruggerebbe anche chi la scatena, il libro è comunque istruttivo quanto a nozioni della storia moderna ed intriga perché le indicazioni che fornisce, frutto anche di una ampissima bibliografia, sono cognizioni interessanti che ciascuno deve conoscere in questo mondo e nel momento storico complesso e spesso confuso, nel quale viviamo.

 

Dino Frambati

Palazzo Ducale, Raffaella Romagnolo vince il premio ‘Donna scrittrice’ con ‘Aggiustare l’universo’

Super User 09 Marzo 2025 398 Visite

Cerimonia conclusiva, ieri a Palazzo Ducale, della 39esima edizione del Premio Letterario Nazionale per la Donna Scrittrice, il primo riconoscimento in Italia riservato alle scrittrici.

Ad aggiudicarsi il Premio, che consiste in un assegno del valore di 5.000 euro, è stata Raffaella Romagnolo, autrice di “Aggiustare l’universo”. Seconda posizione per Paola Mastrocola, che con il suo “Il dio del fuoco” si è aggiudicata un assegno di 3.000 euro. Terzo posto per Anita Likmeta autrice di “Le favole del comunismo”, ha vinto un assegno da 2.000 euro. A tutte e tre le scrittrici è stata anche consegnata una targa.

Raffaela Romagnolo, nata a Casale Monferrato, vive sulle colline tra Piemonte e Liguria, insegna in un Istituto Tecnico. Ha pubblicato diversi romanzi che sono stati tradotti in sette lingue, tra cui “La masnà” e “La figlia sbagliata”. È presente al premio con il romanzo” Aggiustare l’Universo”, Milano, Mondadori, 2023.

Paola Mastrocola, torinese, per molti anni insegnante di lettere nei licei, è una scrittrice affermata, con all’attivo numerosi romanzi di successo come “La gallina volante”, premio Donna Scrittrice 2001 e “Una barca nel bosco”, premio Campiello 2004. La sua opera in concorso s’intitola “Il Dio del Fuoco”, Torino, Einaudi, 2024.

Anita Likmeta, nata nel 1985 in Albania, naturalizzata italiana, ha conseguito la maturità classica e si è laureata in Lettere e Filosofia. Di professione è imprenditrice. In letteratura è debuttante con il romanzo “Le favole del comunismo”, Venezia, Marsilio, 2024.

I libri delle tre finaliste, scelti a gennaio, su oltre 80 opere in concorso, dalla giuria tecnica, costituita da Elvio Guagnini (presidente), Francesco De Nicola (vicepresidente), Simona Baldelli, Mario Baudino, Luigi Mascheroni, Ermanno Paccagnini, Mirella Serri, Camilla Tagliabue e Pier Antonio Zannoni, sono stati votati anche dalla giuria popolare, formata da 30 persone scelte tra i lettori più accaniti delle biblioteche genovesi e da esponenti del mondo culturale genovese.

Consegnato, inoltre, il Premio Opera prima a Marta Aidala con ‘La strangera’ (Milano, Guanda, 2024) e il ‘Premio Speciale della Giuria’ a Sveva Casati Modignani con ‘Lui, lei e il Paradiso’ (Milano, Sperling & Kupfer, 2024). Entrambe le vincitrici hanno ricevuto una targa ciascuna e un assegno da 2.000 euro.

Gli attori Silvia Pelizza e Raffaele Barca, del Teatro Nazionale di Genova, hanno accompagnato le premiazioni con la lettura di alcuni brani.

«Ospitare il Premio Nazionale Donna Scrittrice è un immenso onore per il Comune di Genova – ha commentato l’assessore alla Cultura Lorenza Rosso - In rappresentanza dell'amministrazione esprimo i miei più grandi ringraziamenti per averci permesso, come cittadinanza, di poter vivere una serata come questa, in un giorno tra i più significativi per tutte le donne del mondo. Per Genova, capitale italiana del libro nel 2023, la cultura ricopre un ruolo di primaria importanza e la lettura incarna alla perfezione quel messaggio di conoscenza a 360° che vogliamo diffondere. Abbiamo l’obiettivo di potenziare sempre più iniziative, come questa, che possono essere d’interesse anche per i giovani, con l’intenzione di stimolarli sempre più con l’obiettivo di riportare in loro la voglia di leggere un libro cartaceo. Penso che la stesura di un libro sia per uno scrittore un momento di grazia, fin dalle prime fasi e arrivando ai momenti finali della correzione delle bozze – ha detto ancora Rosso - Troppo spesso diamo per scontata la semplice lettura di un libro, che però abbraccia diverse caratteristiche che aumentano la voglia di scoperta nella persona: la curiosità genera conoscenza, che si tramuta in intelligenza e, a sua volta, genera cultura. Viviamo in una città stupenda che trasuda storia e cultura in ogni suo angolo, il nostro compito è quello di diffondere più possibile le nostre peculiarità, che, per composizione territoriale, sono uniche al mondo. Ho letto con molto trasporto le biografie delle finaliste e ne sono rimasta affascinata: complimenti, in egual misura, a tutte loro per i percorsi di vita e di scrittrici».

Momento musicale della serata, presentata da Roberta Capua, il concerto della pianista Maddalena Giacopuzzi e della violoncellista Ludovica Rana.

Il Premio, nato nel 1985, è stato organizzato dal Comune di Genova - precedentemente dal Comune di Rapallo e lo scorso anno, per un’edizione sperimentale, dal Comune di Savona – ed è arrivato per la prima volta in città, con il suo ricco albo d’oro di circa 200 scrittrici che hanno calcato la scena letteraria nazionale tra l’ultimo scorcio del ‘900 e gli inizi del 2000.

Tra queste troviamo Gina Lagorio, Fernanda Pivano e Dacia Maraini, protagoniste nelle prime edizioni. Anna Maria Ortese, Alda Merini ed Elena Bono, in grado di lasciare un segno marcato nella letteratura. Poi Susanna Tamaro, Margaret Mazzantini e, più recentemente, Rosella Postorino, del tutto sconosciute quando parteciparono per la prima volta. Non mancano opere scritte e pubblicate in lingua italiana da autrici straniere come Helga Schneider, Fleur Jaeggy, Edith Bruck ed Emmanuelle De Villepin.

‘Premio Speciale della Giuria’ a Sveva Casati Modignani con ‘Lui, lei e il Paradiso’

Roberta Capua e Pier Antonio Zannoni, ideatore del premio

Anita Likmeta firma una copia

'Premio letterario nazionale donna scrittrice', a Palazzo Ducale la cerimonia conclusiva

Super User 07 Marzo 2025 330 Visite

 

Si svolgerà domani, sabato 8 marzo, dalle ore 17:00, nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale di Genova, la cerimonia conclusiva della XXXIX edizione del Premio Letterario Nazionale per la Donna Scrittrice - Genova 2024-2025.

La serata, condotta dalla presentatrice Roberta Capua con la presenza delle autorità cittadine, sarà arricchita da un concerto della pianista Maddalena Giacopuzzi e della violoncellista Ludovica Rana, inoltre, accompagneranno le presentazioni dei tre libri in gara, alcune letture di brani da parte dell’attrice Silvia Pelizza e dell’attore Raffaele Barca del Teatro Nazionale di Genova e dei libri vincitori del Premio Opera prima e del Premio Speciale della Giuria.

La cerimonia di premiazione sarà aperta al pubblico fino ad esaurimento posti, con ingresso libero.

Ad aggiudicarsi la finale sono state: Anita Likmeta, “Le favole del comunismo”, Venezia, Marsilio, 2024; Paola Mastrocola, “Il Dio del Fuoco”, Torino, Einaudi, 2024 e Raffaella Romagnolo, “Aggiustare l’universo”, Milano, Mondadori, 2023.

Lo ha deciso la giuria tecnica - presieduta da Elvio Guagnini e composta da Francesco De Nicola (vicepresidente), Maria Pia Ammirati, Simona Baldelli, Mario Baudino, Luigi Mascheroni, Ermanno Paccagnini, Mirella Serri, Camilla Tagliabue e Pier Antonio Zannoni (segretario coordinatore) – che ha anche assegnato i premi collaterali.

Il premio Opera prima, riservato alle scrittrici esordienti è andato Marta Aidala, “La strangera”, Milano, Guanda, 2024, con la seguente motivazione: “Beatrice, 24 anni, è “la strangera” per quel mondo di montagna del quale, lei, cittadina, è da sempre innamorata. Ed è un continuo braccio di ferro quello con il “Barba”, il burbero gestore del rifugio, che si sviluppa per tutta la prima parte del romanzo in una sorta di “teatro da camera”, per poi deflagrare interiormente, sino quasi a rinunciare a quel mondo. Il tutto è narrato da Marta Aidala con equilibrio di toni che trascorrono da tragico all’umoristico, depositati in una scrittura colta e raffinata”.

La vincitrice del Premio speciale della giuria, destinato a un’opera di particolare valore culturale, è Sveva Casati Modignani, “Lui, lei e il Paradiso”, Milano, Sperling & Cupfer, 2024, con la seguente motivazione: “Un sogno, una favola, un romanzo, un’intervista immaginaria, un incontro – nello spazio surreale del Paradiso – tra una scrittrice e un imprenditore del nostro tempo, da poco scomparso, ma convinto di essere capitato lì per uno scherzo degli amici. Ne risulta un racconto ricco di ironia e autoironia, di colpi di scena e di movimento. Qualità che, del resto, Sveva Casati Modignani (pseudonimo di Bice Cairati) ha affinato nel corso di una ormai lunga carriera iniziata nel giornalismo e proseguita poi, dal 1981, in un’attività narrativa svolta con costanza e regolarità, esplorando il mondo dei sentimenti e legandolo – soprattutto nelle opere recenti – a un richiamo costante a quello della storia, della vita civile, dell’imprenditoria e delle grandi svolte comportamentali del nostro tempo.”

I cinque libri sono stati selezionati tra le 87 opere in concorso, pubblicate per la prima volta dal 1° maggio 2023.

Genova Antiquaria, l’edizione zero chiude con 1500 visitatori e 8000 euro donati a Arkè onlus

Super User 27 Febbraio 2025 459 Visite

La prima edizione di Genova Antiquaria tenutasi a Palazzo della Meridiana dal 21 al 26 febbraio si è chiusa ieri con 1488 presenze e un ricavato di 7624 euro interamente devoluti all’Associazione Arkè Odv, che dal 2000 fornisce cure dentistiche gratuite ai bambini in difficoltà, dimostrando che anche l’arte può fare la differenza nella vita delle persone.

Un successo per gli organizzatori e i 12 espositori che in 7 giorni hanno raggiungo un pubblico non solo genovese e ligure ma proveniente da tutto il nord Italia concludendo vendite soddisfacenti. È stata un’occasione speciale, un viaggio tra capolavori che raccontano secoli di storia, dai “fondi oro” medievali ai dipinti rinascimentali, passando per arredi d’epoca e oggetti da collezione che fanno vibrare il cuore degli appassionati. Nei suggestivi ambienti del palazzo, storico gioiello dei Rolli e patrimonio Unesco, si sono alternati stand di antiquari, gallerie e collezionisti, ognuno dei quali ha contribuito a creare un’atmosfera informale ma ricca di cultura.

Così Davide Viziano, Presidente dell’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana APS: "Genova Antiquaria è stata molto più di una mostra: è stata un viaggio dentro la bellezza, un’occasione per riscoprire il valore del collezionismo e del restauro, per riportare al centro dell’attenzione l’arte e il suo potere di trasformazione. Vedere Palazzo della Meridiana animato da espositori straordinari e da un pubblico così partecipe è stato emozionante. L’arte crea ponti, racconta storie e, come in questo caso, aiuta concretamente: il contributo raccolto per Arkè è il segno tangibile che la cultura può avere un impatto reale sulla comunità."

“Un traguardo importante non scontato raggiunto con la professionalità e l’esperienza che da sempre contraddistingue il mondo dell’alto antiquariato genovese. I risultati ottenuti ci fanno guardare con fiducia al prossimo anno.” Questo il commento di Luca Vivioli, Alberto Capozzi e Tito Pelizza i tre antiquari promotori della manifestazione.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana APS con il patrocinio di Regione Liguria, Comune di Genova e Camera di Commercio di Genova, e il sostegno di Banca Passadore & C.

A rendere speciale questa edizione sono stati i grandi nomi dell’antiquariato e del collezionismo, che hanno portato a Genova opere di straordinaria qualità. Antichità La Pieve ha affascinato con una selezione che spazia dal Medioevo all’Ottocento, mentre Galleria Arte Casa ha proposto capolavori di artisti come Angelo Costa e Sexto Canegallo. Bonanomi Antiquariato ha conquistato il pubblico con mobili pregiati e dipinti di rara bellezza, mentre Borgobooks ha esposto libri rari, sculture e opere su carta dal grande valore storico. Capozzi Antichità ha riportato in auge la tradizione della maiolica savonese e della pittura ligure, mentre Goldfinch Fine Arts ha incantato con tele dal Cinquecento al Settecento. Galleria Creatini&Landriani, Line-A Gallery, MR Antichità, Signorina Maccabei Déco e Rétro e Vivioli Arte Antica hanno completato il panorama con un’ampia offerta di sculture, design storico, arte decorativa e pezzi unici dal XV al XX secolo.

Con la chiusura di questa edizione “zero” non si conclude il percorso, ma si apre una nuova pagina: l’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana APS è già al lavoro per nuovi progetti, pronta a rendere il palazzo un punto di riferimento sempre più dinamico e accessibile per la cultura e l’arte.

Cultura, l’Ottocento diventa protagonista a Genova: oltre 190 iniziative in tutta la città

Super User 27 Febbraio 2025 462 Visite

Prosegue il percorso di promozione delle eccellenze culturali genovesi, che ogni anno accresce il livello dell’offerta culturale individuando un tema specifico che metta a sistema i diversi protagonisti del mondo culturale, creando sinergie tra i diversi temi, attori, territorio.

Dopo il grande successo dell’anno del Medioevo, che ha presentato una serie di conferenze, mostre ed eventi, oltre alla riapertura di un percorso di visita che anticipa la riapertura del Museo di Sant’Agostino, l’Ottocento diventa protagonista del 2025.

La cultura artistica genovese dell'Ottocento costituisce un ambito di studio di grande rilievo per comprendere le dinamiche stilistiche, tematiche e istituzionali che hanno caratterizzato l'arte italiana nel XIX secolo.

L'arte genovese ottocentesca, pur mantenendo una forte identità locale, si colloca a pieno titolo nel panorama artistico nazionale e internazionale. L'analisi critica delle opere e delle dinamiche istituzionali consente oggi di riscoprire e valorizzare un capitolo significativo della storia culturale italiana, evidenziando il contributo unico e originale della Liguria all'evoluzione dell'arte nel XIX secolo.

Non a caso, a fine ‘800 si trasferisce a Genova Plinio Nomellini, un pittore toscano di formazione macchiaiola, ma già orientato verso il divisionismo, che porterà una ventata di novità nella cultura figurativa ligure e la traghetterà nella modernità del Novecento» spiega Leo Lecci, coordinatore di Genova e l‘800.

Numerosi i soggetti coinvolti nel progetto Genova e l‘800, un secolo ricco di eventi, scoperte, opere d’arte, innovazioni. Hanno collaborato con il Comune diversi interlocutori: Università, Soprintendenza, Teatro Carlo Felice, Teatro Nazionale, Palazzo Ducale, Arcidiocesi, Accademia Ligustica, Festival della Scienza, Musei, Ordine degli architetti e molti altri operatori culturali e scientifici.

«Siamo entusiasti di poter raccontare ciò che è stata Genova nell'Ottocento – commenta l’assessore alla Cultura Lorenza Rosso - un secolo segnato da forti trasformazioni urbane per favorire un cambiamento volto ad adattarsi alle novità dell'epoca. Presentando questo tema abbiamo riscontrato una grande partecipazione del territorio, riconoscendo alla nostra città un ruolo fondamentale nella proposta culturale europea. Possiamo contare su veri e propri capolavori custoditi nei nostri palazzi e nelle nostre chiese, oltre a un vero e proprio museo a cielo aperto come il Cimitero Monumentale di Staglieno, al cui interno troviamo gioielli architettonici e marmorei. Con Genova e l’800 ci poniamo l'obiettivo di valorizzare ulteriormente un patrimonio immenso e abbiamo cercato di coinvolgere i giovani con un bando ad hoc per stimolarli e portare idee innovative su un tema tanto ampio quanto entusiasmante. Grazie a chi ha lavorato per mettere in campo idee e progettualità, dagli uffici del Comune all'Università di Genova, passando per i cittadini che, attraverso i bandi, si misureranno con una grande e affascinante sfida. Ringraziamo anche il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, che continua a promuovere la cultura in tutte le sue vesti».

«L'Ottocento è un secondo 'Secolo dei genovesi' - sottolinea Giacomo Montanari, coordinatore del Tavolo della cultura del Comune di Genova – ad esempio sotto il profilo delle arti, il realismo borghese o la pittura divisionista, che sotto quello economico e politico. A Genova prende corpo l'idea di un'Italia repubblicana e unita: nasce tra i giovani universitari ed è sostenuta dalla ricca borghesia industriale. A Genova il reddito pro-capite è tra i più alti d'Europa, e la città si trasforma, sacrifica in parte il passato, come San Domenico per l'Accademia e il Carlo Felice, per darsi una fisionomia da metropoli contemporanea. Raccontare questa complessità è una grande sfida, ma l'eccezionale partecipazione di enti sul territorio dimostra, ancora una volta, che una progettazione strategica permette di incidere fortemente sul tessuto cittadino e non solo».

 

IL PROGRAMMA

Il Cimitero Monumentale di Staglieno, le prime Olimpiadi dell’era moderna, gli Impressionisti, la grande musica, Garibaldi, Mazzini, il Risorgimento e la nascita del nostro Paese, le scoperte scientifiche, le grandi trasformazioni urbane sono alcuni dei temi che costituiscono l’ossatura del programma di Genova e l’800.

Per diversificare l’offerta è stata coinvolta la cittadinanza attraverso due bandi, di cui uno dedicato ai giovani. I progetti vincitori sono stati selezionati pensando alla complessità e alla varietà dei temi che contraddistinguono l’800.

Evento inaugurale della rassegna, il grande concerto previsto per il 14 marzo alle 20 al Teatro Carlo Felice. Protagonista sarà la musica ottocentesca di Giuseppe Verdi: in scena il soprano Maria Agresta, il tenore Francesco Demuro e il baritono Gabriele Viviani, accompagnati al pianoforte da Michele D’Elia.

In programma anche diverse opere teatrali dedicate a grandi autori: Frankenstein di Mary Shelley, Cuore di tenebra di Joseph Conrad, Billy Budd di Herman Melville, ma anche conferenze sul tema del Risorgimento e sul suo modello di sviluppo economico, dal porto, all’industria, all’imprenditoria, all’emigrazione.

Una particolare attenzione sarà dedicata al Cimitero Monumentale di Staglieno, con visite guidate, anche con digital twin, e focus sul rapporto tra scienza e tecnica, ricordando figure storiche di spicco, in particolare le donne e il loro ruolo nel Risorgimento e nella letteratura.

Il Museo del Risorgimento Casa di Mazzini organizzerà eventi tematici, ma anche l’intero sistema museale e bibliotecario contribuirà con proposte dedicate ai più piccoli, alla scoperta dei luoghi e dei protagonisti del Risorgimento e dei capolavori ottocenteschi conservati nei Musei di Nervi. Anche i parchi e i giardini storici saranno una perfetta cornice per i laboratori e le attività didattiche legate agli orti botanici e agli aspetti scientifici.

A Palazzo Ducale è prevista una grande esposizione su Moby Dick, mentre i Rolli Days autunnali si concentreranno su contenuti ottocenteschi e, nello stesso periodo, la 58esima edizione del Premio Paganini richiamerà giovani violinisti da tutto il mondo.

 

Evento clou della rassegna sarà la grande mostra Ottocento Svelato. Racconti di musei e collezioni nella Genova del XIX secolo, ideata e coordinata da Leo Lecci e finanziata da Fondazione Compagnia di San Paolo, che continua a sostenere con forza la cultura a Genova.

 

Attraverso un percorso espositivo ampio e articolato tra vari musei e palazzi cittadini, la mostra intende valorizzare le collezioni ottocentesche di varie istituzioni cittadine, svelando anche un patrimonio sommerso custodito nei depositi museali e in collezioni, private e pubbliche, normalmente non visibili al pubblico.

 

Ruolo centrale per le opere presentate negli appuntamenti annuali della Società Promotrice di Belle Arti, istituzione che rappresenta uno specchio fedele della varietà e della ricchezza dell'arte ottocentesca italiana. La mostra include inoltre opere della Collezione del Principe Odone di Savoia, esempio emblematico di mecenatismo illuminato e della valorizzazione del patrimonio artistico locale.

 

La mostra offre una riflessione sul ruolo delle collezioni e dei musei che le ospitano, evidenziando il loro contributo nella conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico ottocentesco. Attraverso questa prospettiva, si mette in luce il clima culturale dell'epoca, con particolare attenzione alle dinamiche tra committenza, collezionismo e istituzioni artistiche.

Grazie alla collaborazione di musei, gallerie e collezionisti, il progetto mira a offrire una visione organica e approfondita del panorama artistico ottocentesco, contribuendo alla riscoperta consapevole di un periodo cruciale per la storia dell'arte italiana.

 

SEDI E SEZIONI DELLA MOSTRA

Palazzo Rosso (la riscoperta dell’arte italiana del XIX secolo);

Palazzo Lomellino (sezione su Plinio Nomellini);

Accademia Ligustica (sezione su mecenatismo, produzione artistica locale e ruolo dell’Accademia nel XIX secolo);

Museo Diocesano (arte sacra e Madonna con Bambino di Barabino);

GAM e Raccolte Frugone (collezioni ottocentesche).

 

Il comitato scientifico sarà composto da esperti storici dell’arte e studiosi dell’Ottocento già coinvolti nel Tavolo dell’800 istituito dal Comune di Genova.

Il catalogo della mostra sarà il contenitore di saggi originali e approfondimenti su aspetti poco noti dell’arte genovese ottocentesca e sarà corredato da una ricca documentazione iconografica con schede tecniche delle opere esposte 

Verranno proposti laboratori per studenti di ogni ordine e grado, con il coinvolgimento di esperti e storici dell’arte. I laboratori proporranno attività teoriche e pratiche volte ad approfondire i temi della mostra, favorendo un dialogo diretto tra i partecipanti e le opere esposte.

Collaterali alla mostra, visite guidate e conferenze a cura di studiosi e storici dell’arte, su temi legati all’arte ottocentesca genovese. È anche previsto un convegno interdisciplinare, organizzato dall’Università di Genova, che farà conoscere l’importanza culturale della nostra città nel XIX secolo, coinvolgendo studiosi di diverse discipline e ambiti.

Preziosa, infine, la collaborazione con il famoso fumettista e illustratore genovese Enzo Marciante che, dopo essersi cimentato nel 2024 con il volume a fumetti “Genova nel Medioevo”, quest’anno dedicherà la sua opera alla Genova di inizio Ottocento con il “Dossier Paganini”.

‘Liguria terra di emozioni’, consegnati i premi del concorso letterario del Rotary Genova San Giorgio

Super User 19 Febbraio 2025 711 Visite

Presso la sede di Banca Patrimoni Sella, si è svolta oggi la cerimonia di premiazione del primo Premio Letterario Rotary Genova San Giorgio - Liguria Terra di Emozioni. L'evento, che ha visto la partecipazione di oltre 200 persone, è stato patrocinato dalla Regione Liguria e dal Comune di Genova.

A condurre la serata è stata Lucia Aliverti, presidente del Rotary Club Genova San Giorgio e ideatrice del premio, mentre tra le autorità presenti spiccava il vicesindaco reggente Pietro Piciocchi, che durante il suo intervento ha sottolineato il valore inclusivo dell'iniziativa, evidenziando l'importanza della versione audiolibro che verrà donata all'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti – Centro Nazionale del Libro Parlato, oltre alla distribuzione delle copie cartacee agli anziani delle case di riposo. "L'amministrazione comunale non poteva che supportare convintamente questa iniziativa, che celebra i paesaggi e le emozioni della Liguria, territorio che da sempre ispira la letteratura e l'arte con risultati straordinari", ha dichiarato.

Un’esplosione di emozioni e cultura

Lucia Aliverti ha spiegato lo spirito del concorso: "Abbiamo voluto chiamare questo premio Liguria Terra di Emozioni proprio per valorizzare il legame speciale tra la nostra regione e chi la vive. La straordinaria partecipazione e la qualità delle opere in concorso dimostrano quanto sia forte questo legame. Siamo felici e orgogliosi di aver creato un'occasione per dare voce alle emozioni e condividerle".

Una serata ricca di personalità illustri

L'evento ha visto la partecipazione di numerosi esponenti delle istituzioni e del mondo culturale, tra cui, oltre al già citato Piciocchi, Valerio Vagge, capo area di Banca Patrimoni Sella & C., sponsor del premio; Stefano Balleari, presidente del Consiglio regionale della Liguria; Fortunato Crovari, responsabile Rotary Foundation e governatore eletto; Stefano Termanini, assistente del Governatore; Carlo A. Martigli, autore e Presidente di Giuria del premio letterario; Viola Sanquirico, Presidente Rotaract Genova San Giorgio; Andrea Ferrara, grafico e ideatore della copertina del libro, e Francesca Ferraro, responsabile nazionale del CNLP UICI, giunta da Roma per l'occasione. Presenti inoltre i presidenti degli 11 Club Rotary di Genova, i vincitori del premio e numerosi soci dei club genovesi. 

Le opere premiate

Su 143 elaborati ricevuti, la giuria ha selezionato 20 racconti di alta qualità, capaci di rappresentare la regione con profondità e sentimento. I primi tre racconti sono stati donati dagli scrittori genovesi Carlo A. Martigli, Sara Rattaro e Bruno Morchio, mentre gli altri 17 appartengono ai vincitori del premio.

Tutti i racconti sono stati raccolti in un libro di 256 pagine, che verrà trasformato in audiolibro grazie alla lettura dei rotariani genovesi e reso disponibile sul sito dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. Nel mese di maggio, i rotariani visiteranno le case di riposo genovesi per distribuire copie del volume agli anziani.

Un contributo fondamentale alla realizzazione del Premio Letterario è stato offerto da Banca Patrimoni Sella & C., il cui amministratore delegato, Federico Sella, ha sostenuto l'iniziativa, condividendone lo spirito e l'obiettivo di valorizzare la bellezza e le emozioni della Liguria.

 

I primi tre classificati

1° classificato: Elisabetta Bordieri - Uno

2° classificato: Graziella Palumbo - Un amore

3° classificato: Tiziana Filanti - L’Americana

 

Classifica dal 4° al 10° posto ex aequo

Gigliola Bartolini - Ritorno a Genova

Maria Donata Faussone - L’arco di Giano

Melania Gardella - Il mare di casa mia

Laura Graziano - La casa dei cento occhi

Andrea Martini - L’osteria delle anime salve

Luigi Monge - La messaggera

Rosa Maria Muroni - Madre Terra

 

Meritevoli di pubblicazione (dall'11° al 17° posto)

Agostino Banchi - Camilla la vespa galeotta

Ildo Brizi - Il sentiero del Lentisco

Vittorio Caratozzolo - Il ricamo

Stefano Cuneo - Foresti

Graziella Percivale - Al reo passo

Cristina Minerva - Delicate sensazioni

Giorgio Ravera Rosolino - A ognuno il suo destino

Portofino Days, dal 28 al 30 marzo torna il festival della fiction

Super User 19 Febbraio 2025 376 Visite

Dal 28 al 30 marzo si terrà la seconda edizione dei Portofino Days – International Fiction Festival. Proiezioni, masterclass e incontri dedicati ai professionisti del settore per rafforzare ancora una volta il posizionamento della Liguria come “terra da fiction”.

“Le produzioni cinematografiche, dagli spot pubblicitari alle serie tv fino ai lungometraggi, rappresentano una straordinaria opportunità per la nostra regione – spiega il presidente della Regione Liguria Marco Bucci – Già oggi, numeri alla mano, questo settore genera lavoro, occupazione e sviluppo su un territorio che, anno dopo anno, si conferma particolarmente vocato su questo fronte grazie alla bellezza e alla varietà dei suoi paesaggi, naturali e urbani. Oltre a questo, è innegabile il valore in termini di promozione turistica che il piccolo e il grande schermo portano con sé: siamo quindi particolarmente felici di accogliere, in uno dei luoghi simbolo della Liguria nel mondo, la seconda edizione dei Portofino days. Ogni evento di questo tipo, al di là del valore culturale e di immagine, è strategico per portare ricchezza, occupazione e sviluppo, in particolare in un settore che ha ampi margini di crescita”.

La manifestazione, promossa da Regione Liguria, Genova Liguria Film Commission e Comune di Portofino, vede confermate tutte le location dello scorso anno, con una novità. Accanto a Portofino, Genova, Rapallo e Santa Margherita Ligure, che in questa edizione offrirà due sedi d’eccezione: oltre a Villa Durazzo, che accoglierà incontri e masterclass, per la prima volta il festival farà tappa anche al Convento dei Cappuccini, ampliando così gli spazi dedicati alla formazione e al confronto.

Obiettivo della kermesse, la prima nel suo genere perché mirata soprattutto al coinvolgimento delle maestranze del mondo dell’audiovisivo, è promuovere la Liguria come set ideale per produzioni di lungo corso: i suoi scenari naturali, perfetti per storie in costume, contemporanee e persino ambientate nel futuro. Un comparto sempre più strategico sul quale investire, che sta registrando ottimi risultati, con significative ricadute sul territorio, come evidenziano i dati di Genova Liguria Film Commission che, nel solo primo mese del 2025, in 31 giorni ha gestito 27 produzioni, con 110 persone collocale, 358 giornate di lavoro e 247 notti alberghiere.

Rafforzata anche la collaborazione con Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria, l’Università di Genova e la Scuola Holden, partner culturali dell’iniziativa, a ulteriore conferma della qualità degli ospiti dell’evento. Gli studenti impegnati in percorsi di studio legati ai mestieri dell’audiovisivo avranno così l’opportunità di incontrare e ascoltare i professionisti del settore che prenderanno parte alla manifestazione.

Durante la tre giorni del 2025, inoltre, saranno organizzati anche fam trip, viaggi di familiarizzazione, dedicati alle più importanti produzioni, con l’obiettivo di mostrare loro la straordinaria varietà di scenari della Liguria, da Ponente a Levante, perfetti per il mondo della fiction.

Non mancheranno gli appuntamenti dedicati al grande pubblico: proiezioni in anteprima, visite agli studi di posa di Genova Cornigliano presso il Cineporto di Villa Bombrini, panel e serate di premiazione che animeranno la Piazzetta di Portofino, trasformandola ancora una volta in un palcoscenico d’eccezione per fiction e lunga serialità.

 

Il board della seconda edizione:

Direttore: Cristina Bolla

Vicedirettori: Giorgio D'Alia, Matteo Garnero

Presidente: Walter Iuzzolino

TV Series: Luigi De Laurentiis, Walter Iuzzolino, Marco Ponti

Soundtracks: Roberto Pischiutta "Pivio"

TV and Commercials: Marcello Cesena, Tiziana Zampieri

Professioni dell’audiovisivo: Enzo De Camillis, Giannandrea Pecorelli

Laurea Honoris Causa al maestro Donato Renzetti, direttore emerito del Carlo Felice

Super User 19 Febbraio 2025 402 Visite

Lunedì 17 febbraio, presso il Teatro Municipale di Piacenza, il Conservatorio Nicolini di Piacenza ha conferito a Donato Renzetti, direttore emerito dell’Opera Carlo Felice, la Laurea Honoris Causa in Composizione.

Prima di dedicarsi alla direzione d’orchestra, il maestro Renzetti aveva intrapreso gli studi di Composizione al Conservatorio di Milano con Bruno Bettinelli. Il titolo onorifico celebra la sua carriera sempre orientata alla valorizzazione di un ampio repertorio musicale e la preziosa attività di formazione di giovani direttori d’orchestra, con un approccio fondato sull’analisi e sullo studio della composizione. In tale occasione, il maestro ha tenuto una lectio magistralis dirigendo l’esordio dell’Orchestra Sinfonica “Antonio Votto” del Conservatorio, con un programma dedicato a Ludwig van Beethoven e a Felix Mendelssohn.

Ha commentato Donato Renzetti: «Al Conservatorio Nicolini venni, nel 1980, come docente di Esercitazioni orchestrali. Di quella classe di giovanissimi, oggi ritrovo donne e uomini, professoresse e professori, con negli occhi la medesima luce e la medesima passione. Questa sera, ai ricordi ed all’onore, aggiungerò il privilegio di eseguire la mia lectio magistralis con l’Orchestra “Antonino Votto”. Da sempre ritengo le giovani orchestre un investimento etico e morale, del resto io stesso le ho sostenute e continuo a sostenerle, basti pensare all’attuale esperienza dell’Accademia di Saluzzo a me intitolata. Dobbiamo farlo, per permettere che il patrimonio musicale mondiale possa essere trasmesso alle generazioni successive. Dobbiamo farlo come testimoni credibili, per questo in quasi 40 anni di insegnamento ricordo sempre ai miei allievi la prima regola per diventare direttori d’orchestra: studiare e conoscere la composizione. La Laurea Honoris Causa in Composizione è oggi per me il sigillo di una vita passata sul podio e completa una esperienza che mi vede ancora perseguire gli alti valori di educazione e formazione al contenuto espressivo della musica».

Donato Renzetti è Direttore emerito dell’Opera Carlo Felice dal 2022, da allora è stato è stato un prezioso punto di riferimento per le maestranze del Teatro, con le quali si è instaurato un rapporto solido e continuativo. Tra gli ultimi impegni, nel mese di febbraio Renzetti ha diretto i concerti Racconti sinfonici e Brahms e Šostakovič nell’ambito della Stagione Sinfonica del Teatro e le quattro recite del dramma storico Andrea Chénier di Umberto Giordano, sesto titolo della Stagione Lirica e Balletto. Nei mesi a venire, il Maestro tornerà sul podio genovese per dirigere l’Opéra-comique Carmen di George Bizet (da venerdì 16 a domenica 25 maggio 2025), e i concerti sinfonici Casella e Čajkovskij (giovedì 22 maggio 2025) e Fin de siècle (giovedì 19 giugno 2025).

Il sovrintendente Claudio Orazi, tutti i lavoratori del teatro e il consiglio d’indirizzo dell'Opera Carlo Felice esprimono le più vive felicitazioni al Maestro Renzetti.

Biblioteca Berio aperta anche di domenica, assessore Rosso: “Risposta concreta ai bisogni dei cittadini”

Super User 31 Gennaio 2025 408 Visite

 

La biblioteca Berio sarà aperta anche la domenica a partire dal 2 febbraio dalle 10 alle 18. Uno sforzo dell’Amministrazione per andare incontro alle esigenze soprattutto dei tantissimi giovani, universitari e non, che necessitano di un luogo per studiare anche nei giorni di chiusura di aule studio e, appunto biblioteche. Sarà la Cooperativa Solidarietà e Lavoro a occuparsi della gestione domenicale, durante la quale non si potranno consultare o prendere in prestito volumi, ma solo usufruire degli spazi per leggere, studiare e utilizzare materiale propri. Questo proprio perché non sarà presente personale del Comune. Saranno utilizzabili anche i servizi igienici ed è presente la connessione wi-fi per navigare su internet.

La biblioteca Berio può vantare circa 400 mila opere conservate al suo interno e, nel solo 2024, ha registrato più di 117 mila presenze.

«Come Amministrazione diamo il via a questa apertura domenicale che riteniamo assolutamente necessaria per una grande città come Genova – dichiara l’assessore alla Cultura del Comune di Genova Lorenza Rosso -. Si tratta di una risposta concreta ai bisogni dei nostri cittadini, soprattutto giovani: garantiamo così un luogo al coperto e al caldo, dotato di scrivanie, panchine e sedie, per esigenze di studio e lavoro da remoto. La biblioteca Berio, oltre a essere la più grande della città, è un punto di riferimento per residenti e pendolari, oltre a essere nel cuore di Genova. A partire dal 2 febbraio cominceremo a tenere monitorati gli accessi domenicali nei prossimi mesi, dopodichè, se la risposta sarà positiva, valuteremo altre iniziative per valorizzare ulteriormente la struttura e i suoi spazi».

Nel contempo, il polo sede della biblioteca Firpo a Pra’, in via della Benedicta, amplierà il suo orario d’apertura dal lunedì al venerdì: è aperta sette ore in più alla settimana grazie allo svolgimento delle attività del servizio Educativa per adulti delle Politiche sociali. L’ampliamento dell’orario garantisce maggior fruizione degli spazi e più presenza sul territorio, permettendo ai residenti di poter intensificare la frequentazione in un luogo d’aggregazione che si propone come punto d’incontro per sviluppare rapporti sociali e di convivialità.

«Per quanto riguarda la Firpo – rimarca l’assessore Lorenza Rosso – andiamo a implementare gli orari per garantire maggior presenza sul territorio. In questo caso è fondamentale l’apporto delle Politiche sociali, per questo ritengo imprescindibile il binomio tra cultura e sociale. Ho avuto la delega alle Politiche sociali fino a pochi mesi fa e ora il mio obiettivo è quello di intrecciare sempre più questi due temi di assoluta rilevanza per la comunità. In tal senso rimarco la fattiva collaborazione con l’assessore alle Politiche sociali Enrico Costa e con gli uffici competenti, che hanno dato il loro prezioso contributo affinché il servizio potesse venir ampliato e potenziato”.

Di seguito i nuovi orari della biblioteca Firpo: lunedì 12-16, ⁠martedì 10-12.30, ⁠mercoledì 10-12.30, ⁠giovedì 9.30-18.30, ⁠venerdì 10-12.30.

‘A Bridge of music’, il progetto ideato dal sovrintendente del Carlo Felice per i 200 anni di opera italiana negli Stati Uniti

Super User 28 Gennaio 2025 478 Visite

 

In apertura delle celebrazioni per i 200 anni di opera italiana negli Stati Uniti, mercoledì 29 gennaio, alle ore 18.00, verrà presentato alla Sala Buzzati della Fondazione Corriere della Sera il progetto ‘A Bridge of Music’. Interverranno Ferruccio De Bortoli (Presidente Fondazione Corriere della Sera), Enrico Girardi (Critico musicale Corriere della Sera), Claudio Orazi (Sovrintendente Opera Carlo Felice Genova), Giuseppe Gerbino (Columbia University), Francesco Zimei (Università di Trento), Diana Castelnuovo-Tedesco (Archivio Castelnuovo-Tedesco).

In occasione dell’incontro, il mezzosoprano Elmina Hasan, il violinista Giuseppe Gibboni (vincitore del 56° Premio Paganini), e la pianista Valentina Messa saranno protagonisti di un concerto dedicato a Gioachino Rossini – il cui Barbiere di Siviglia è stato la prima opera italiana rappresentata negli Stati Uniti – Niccolò Paganini, uno dei maggiori esponenti della cultura musicale genovese nel mondo, e Mario Castelnuovo-Tedesco, compositore fiorentino emigrato negli Stati Uniti a causa delle leggi razziali e voce unica nel panorama italiano del Novecento. In apertura, l’aria «Nacqui all’affanno... Non più mesta» da La Cenerentola di Rossini e Introduzione e variazioni «Non più mesta» di Paganini. Segue la celebre «Di tanti palpiti» da Tancredi di Rossini. In chiusura, il Secondo movimento (Lento, grave e triste) dal Concerto n. 3 di Mario Castelnuovo-Tedesco nella versione per violino e pianoforte.

A Bridge of Music è un progetto culturale internazionale ideato dal sovrintendente Claudio Orazi nel 2016 con lo scopo di valorizzare la musica quale volano della diplomazia culturale tra l’Italia e gli Stati Uniti. Il 2025 segna un momento fondamentale, in quanto ricorre il bicentenario della prima rappresentazione di un’opera lirica italiana negli Stati Uniti (Il barbiere di Siviglia, Park Theatre di New York, novembre 1825). In preparazione del bicentenario l’Opera Carlo Felice ha realizzato nel 2024 una tournée inaugurata a Genova con un concerto diretto da Davide Massiglia su musiche di Paganini, Castelnuovo-Tedesco e Respighi, e proseguita attraverso un ponte ideale fino a New York, dove Donato Renzetti ha diretto l’Orchestra dell’Opera Carlo Felice in un concerto in doppia data dedicato a Lorenzo Da Ponte e a Niccolò Paganini. Le celebrazioni del 2025 si aprono con l’incontro-concerto alla Fondazione Corriere della Sera e proseguono martedì 11 febbraio al Teatro Italian Academy della Columbia University di New York, con un convegno e un concerto dedicati al bicentenario. L’appuntamento vedrà gli interventi del Sovrintendente Claudio Orazi, di Giuseppe Gerbino (Columbia University) e di Francesco Zimei (Università di Trento), e un programma su musiche di Niccolò Paganini, Gioachino Rossini e Mario Castelnuovo-Tedesco con il mezzosoprano Marianna Pizzolato, il violinista Giuseppe Gibboni e la pianista Valentina Messa.

“Genova Antiquaria”: a Palazzo della Meridiana il fascino dell’arte e della storia

Super User 24 Gennaio 2025 523 Visite

Dal 21 al 26 febbraio, Genova ospiterà l’edizione zero di “Genova Antiquaria”, mostra di alto antiquariato promossa dall’associazione Amici di Palazzo della Meridiana APS, con il patrocinio di Regione Liguria, Comune di Genova e Camera di Commercio. La mostra si presenta come un suggestivo viaggio tra arte e storia, attraverso l’esposizione di opere di maestri liguri e internazionali. 

Nella cornice storica di Palazzo della Meridiana, i visitatori potranno ammirare arredi, sculture, dipinti e gioielli dal Cinquecento agli anni ’50 del Novecento. L’ingresso, con offerta libera (minimo 5 euro), contribuirà a sostenere “Arkè, Un Dentista per Amico”, associazione che offre cure dentistiche gratuite a bambini in difficoltà.

Tra gli espositori, gallerie come Capozzi Antichità, Vivioli Arte Antica e Creatini&Landriani presenteranno capolavori di artisti come Domenico Piola, Rubaldo Merello e Giovanni Benedetto Castiglione. In programma anche un’anteprima su invito il 20 febbraio, dalle 17:00 alle 20:00.

Genova Antiquaria non è solo un evento culturale, ma anche un progetto solidale, unendo arte e impegno sociale. Come sottolinea l’assessore Lorenza Rosso, “un appuntamento che celebra oltre quattro secoli di arte e risponde ai bisogni della comunità”.

Per informazioni: www.palazzodellameridiana.it

Olio su tela di Gregorio De Ferrari: "San Gerolamo nel Deserto" (1670-1675)

"Dalle Grazie" di Angelo Costa

Olio su tela di Domenico Piola: "Allegoria della Carità" (Genova, 1628-1703)

Premio letterario nazionale per la donna scrittrice, scelte le tre finaliste

Super User 11 Gennaio 2025 755 Visite

Questa mattina, nella Sala Lignea della Biblioteca Berio, sono state proclamate le tre finaliste della 39^ edizione del Premio letterario nazionale per la donna scrittrice - il primo riconoscimento in Italia per la narrativa femminile - promosso dal Comune di Genova.

Ad aggiudicarsi la finale sono state: Anita Likmeta, “Le favole del comunismo”, Venezia, Marsilio, 2024; Paola Mastrocola, “Il Dio del Fuoco”, Torino, Einaudi, 2024 e Raffaella Romagnolo, “Aggiustare l’universo”, Milano, Mondadori, 2023.

Lo ha deciso la giuria tecnica - presieduta da Elvio Guagnini e composta da Francesco De Nicola (vicepresidente), Maria Pia Ammirati, Simona Baldelli, Mario Baudino, Luigi Mascheroni, Ermanno Paccagnini, Mirella Serri, Camilla Tagliabue e Pier Antonio Zannoni (segretario coordinatore) – che ha anche assegnato i premi collaterali.

Il premio Opera prima, riservato alle scrittrici esordienti è andato Marta Aidala, “La strangera”, Milano, Guanda, 2024, con la seguente motivazione: “Beatrice, 24 anni, è “la strangera” per quel mondo di montagna del quale, lei, cittadina, è da sempre innamorata. Ed è un continuo braccio di ferro quello con il “Barba”, il burbero gestore del rifugio, che si sviluppa per tutta la prima parte del romanzo in una sorta di “teatro da camera”, per poi deflagrare interiormente, sino quasi a rinunciare a quel mondo. Il tutto è narrato da Marta Aidala con equilibrio di toni che trascorrono da tragico all’umoristico, depositati in una scrittura colta e raffinata”.

La vincitrice del Premio speciale della giuria, destinato a un’opera di particolare valore culturale, è Sveva Casati Modignani, “Lui, lei e il Paradiso”, Milano, Sperling & Cupfer, 2024, con la seguente motivazione: “Un sogno, una favola, un romanzo, un’intervista immaginaria, un incontro – nello spazio surreale del Paradiso – tra una scrittrice e un imprenditore del nostro tempo, da poco scomparso, ma convinto di essere capitato lì per uno scherzo degli amici. Ne risulta un racconto ricco di ironia e autoironia, di colpi di scena e di movimento. Qualità che, del resto, Sveva Casati Modignani (pseudonimo di Bice Cairati) ha affinato nel corso di una ormai lunga carriera iniziata nel giornalismo e proseguita poi, dal 1981, in un’attività narrativa svolta con costanza e regolarità, esplorando il mondo dei sentimenti e legandolo – soprattutto nelle opere recenti – a un richiamo costante a quello della storia, della vita civile, dell’imprenditoria e delle grandi svolte comportamentali del nostro tempo.”

I cinque libri sono stati selezionati tra le 87 opere in concorso, pubblicate per la prima volta dal 1° maggio 2023. 

«Ospitiamo con onore il 39° appuntamento di questo prestigioso Premio tutto al femminile, che mette in risalto la creatività e la capacità di raccontare delle donne – commenta l’assessore alla Cultura Lorenza Rosso - Tra l’altro si tratta di un concorso internazionale, che nel corso degli anni ha visto susseguirsi vittorie prestigiose tra scrittrice italiane e non. Anche in questa edizione abbiamo riscontrato un gran numero di adesioni, quasi un centinaio: tutte le partecipanti, che ringrazio per essersi volute mettere in gioco, hanno positivamente colpito la giuria per le proprie capacità di scrittura e coinvolgimento, quindi vanno fatti i complimenti a tutte loro. Chiaro che poi verranno premiati in totale solo cinque volumi, tra primi tre posti e riconoscimenti speciali, ma il livello di questa manifestazione è sempre stato molto alto per tutte le partecipanti. Abbiamo grande curiosità per conoscere i verdetti, che saranno svelati a Palazzo Ducale l’8 marzo, in una data significativa e pienamente centrata con questa iniziativa che coincide con la Giornata Internazionale della Donna. Questo premio non è solo un riconoscimento, ma un'occasione per riflettere sull'importanza della narrativa femminile e sul contributo che le donne hanno dato e continuano a dare alla cultura».

I volumi della terna finalista verranno letti dai 30 lettori della giuria popolare scelti dal Comune di Genova e, nel corso della cerimonia conclusiva prevista per sabato 8 marzo a Palazzo Ducale, verranno votati congiuntamente dalla giuria tecnica e da quella popolare, che proclameranno l’opera vincitrice della 39^ edizione del premio letterario per la donna scrittrice – Genova 2024/2025.

L’autrice, le altre due finaliste e le vincitrici dei premi collaterali, saranno premiate dalle autorità presenti alla cerimonia.

Il premio letterario nazionale per la donna scrittrice, che per 37 edizioni si è svolto a Rapallo e per un’edizione sperimentale a Savona, con questa 39^ edizione è approdato a Genova, la città dove era stato ideato una quarantina di anni fa, sulla scia di una trasmissione radiofonica della Rai intitolata In Liguria il romanzo è…femmina.

Festival internazionale del doppiaggio “Voci nell’ombra”, i vincitori del Premio Anello d’Oro

Super User 02 Dicembre 2024 951 Visite

 

La XXV edizione del Festival Internazionale del Doppiaggio “Voci nell’Ombra”, diretta da Tiziana Voarino, si è conclusa domenica 1° dicembre a Genova nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale con la cerimonia di premiazione degli Anelli d’Oro alle migliori voci e ai professionisti del settore che si sono distinti nel corso dell’anno. Una vera e propria festa di premiazione, condotta con eleganza e simpatia da Maurizio Di Maggio e Patrizia Caregnato, tra musica dal vivo e momenti di comicità. Ma la vera protagonista è stata l’emozione di chi ha visto coronata la propria carriera con un riconoscimento che dall’ombra della sala di registrazione lo ha portato al centro della scena e sotto le luci della ribalta. Ormai, dopo venticinque edizioni e nell’epoca dell’intelligenza artificiale, gli artisti che allora erano voci nell’ombra sono diventate stelle del doppiaggio italiano. Il Premio “Claudio G. Fava” alla carriera, a cui è dedicata questa edizione del festival, è stato assegnato a Ennio Coltorti, doppiatore fra gli altri di Harvey Keitel, Sam Shepard e Patrick Stewart. Gli Anelli d’Oro special per la 25ª edizione “Le stelle del doppiaggio italiano”, sono andati ai due fuoriclasse, attori e doppiatori Rodolfo Bianchi per la direzione del doppiaggio della serie The Penguin e a Roberto Chevalier per la direzione del doppiaggio del film Megalopolis di Francis Ford Coppola. Bianchi è presidente ADID- Associazione Direttori Italiani Doppiaggio, voce tra gli altri di Harvey Keitel, Gérard Depardieu, Brendan Gleeson, Stellan Skarsgård, Mel Gibson. Chevalier è la voce tra gli altri di Tom Cruise, Tom Hanks, Andy Garcia, Dennis Quaid, John Travolta.

L’Anello d’Oro per il miglior doppiaggio generale nella sezione Cinema è andato a Massimiliano Alto per avere diretto la versione italiana del film “Challengers” di Luca Guadagnino. Gli Anelli d’Oro per le migliori voci maschile e femminile del cinema sono stati assegnati a Francesco Venditti, doppiatore di Ryan Reynolds in “Deadpool & Wolverine”, e a Francesca Manicone, doppiatrice di Blake Lively nel film “It Ends with Us – Siano noi a dire basta”.

Le migliori voci nel settore televisione sono quelle di Roberto Pedicini, alter ego italiano di Javier Bardem in “Monsters: la storia di Lyle ed Erik Menendez” su Netflix, e Benedetta Ponticelli, doppiatrice di Jessica Gunning in “Baby Reindeer”, ugualmente su Netflix. L’Anello d’Oro per il miglior doppiaggio generale televisivo è stato assegnato a Daniele Giuliani per “The Gentlemen” sempre su Netflix. Il premio per l’adattamento dei dialoghi è andato ad Roberto Morville per il film campione d’incassi “Inside Out 2”, a Marina Caputi ed Emanuela D’Amico per la serie televisiva “Nobody Wants This” in onda su Netflix. Nella sezione Cartoni animati e Prodotti di animazione l’Anello d’Oro è stato vinto da Maurizio Merluzzo, direttamente dalla popolare trasmissione radiofonica “Lo zoo di 105”, per avere doppiato Garfield nel film “Garfield – Una missione gustosa”, mentre il Premio “Le Voci di Cartoonia 2024” è andato a Renato Novara, voce tra gli altri di Luffy/Ruffy nelle serie “One Piece” e “Sonic”. Il premio dedicato ai Programmi Televisivi e d’informazione è stato ritirato da Elena Andreoli, voce fuori campo nel programma “Quattro Hotel” di Sky, condotto da Bruno Barbieri.

L’Anello d’Oro nella sezione Accessibilità è stato assegnato all’audiodescrizione di Patrizia Bracaglia per “Tutta la luce che non vediamo” (Netflix), mentre il Premio speciale Accessibilità è andato a Mario Loreti per “Sei nell’anima”. Il Premio SIAE è stato ritirato da Davide Figliolini, per la sua attività di giovane adattatore e dialoghista italiano. A partire dal 2015 SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori sostiene il Festival nell’ambito di una politica dedicata a promuovere e a valorizzare i giovani talenti e il loro percorso formativo e lavorativo. Il Premio “Ludovica Modugno” in collaborazione con Paolo Modugno e Nuovo IMAIE è stato assegnato alla giovane attrice doppiatrice Sara Ciocca, nota tra l’altro per avere interpretato la piccola Lucia nella serie Blanca. Il Premio Internazionale Cinema e Sostenibilità e il Premio Anello Verde sono entrambi per il giovane regista del film Trifole – Le radici Dimenticate Gabriele Fabbro, mentre il Premio Professioni dietro allo schermo è andato a Valerio Piccolo per la composizione della canzone “E sì arrivata pure tu”, composta per “Parthenope” di Paolo Sorrentino. La Voce più genovese è Fabio Alisei conduttore della trasmissione “Lo zoo di 105”. Il Premio Bruno Astori è stato consegnato a Matteo Garofalo e Sebastiano Tamburrini per “Heartstopper”.  Inoltre, Premio Podcast a Filippo Solibello per “Rumors d’ambiente – Alla ricerca della sostenibilità” e Premio Podcast internazionale a Karen Martin e Isabella Jewell per “The Happy Pod – BBC World Service” prodotto dalla BBC, il Premio Internazionale Direzione del doppiaggio all’ucraina Anna Pashchenko. Un palmares ricco di artisti per un arrivederci all’edizione 2026.

Cultura, partono le visite guidate ai depositi del museo di S. Agostino

Super User 02 Dicembre 2024 504 Visite

 

Inizia il 2 dicembre, con un tour speciale già sold out, il programma di visite guidate ai depositi del Museo di S. Agostino, che condurrà i cittadini e i visitatori alla scoperta di una Genova perduta, raffigurata da una grande pianta storica della città, sul modello di quella realizzata da Giacomo Brusco nel 1785, che introduce agli spazi.

Le visite guidate rendono fruibile una parte del museo normalmente non accessibile e portano anche avanti il grande progetto Sant'Agostino - Verso un nuovo museo, ampliando il percorso di visita su Genova medievale, realizzato nella chiesa e inaugurato lo scorso 30 maggio.

Premio Paganini 2025, l’hotel Bristol Palace premierà la migliore esecuzione cameristica

Super User 28 Novembre 2024 621 Visite

Si è svolto ieri sera, presso l’Hotel Bristol Palace nella rinnovata “Sala Paganini”, l’evento di presentazione della nuova partnership tra il prestigioso Premio Paganini e il celebre hotel genovese del Gruppo Duetorrihotels. Al centro della serata, l’annuncio del “Premio Speciale Hotel Bristol Palace - Duetorrihotels Collection”, che sarà conferito dalla giuria internazionale presieduta dal maestro Uto Ughi alla miglior esecuzione cameristica della 58^ edizione del Premio Paganini, in programma a Genova dal 14 al 26 ottobre 2025.

L’evento ha visto la partecipazione di figure istituzionali e culturali di rilievo. Sono intervenuti il direttore artistico del Premio, Nicola Bruzzo, la consigliera comunale delegata Barbara Grosso, il presidente del Premio Giovanni Panebianco e il vicesindaco di Genova, Pietro Piciocchi, il quale ha dichiarato: "Il nuovo Premio Speciale Hotel Bristol Palace dimostra il forte carattere attrattivo, anche per le imprese del territorio, del Premio Paganini, un'eccellenza indiscussa a livello internazionale nell'ambito musicale. Le recenti missioni istituzionali all'estero, al Prado di Madrid, a New York con l'orchestra sinfonica del Carlo Felice e l'esibizione storica del Cannone dell'ultimo vincitore del Premio Simon Zhu a Londra, alla presenza del re Carlo III, sono il segno tangibile del successo e del grande apprezzamento del Premio che punta sui giovani, sui talenti musicali, una visione che, come amministrazione, sosteniamo con una visione proiettata al futuro. Ringrazio il management dell'Hotel Bristol Palace per aver creduto nella sinergia con il Premio, rinverdendo i fasti del passato con attenzione ai talenti degli under 30, a cui è rivolto questo premio speciale".

Presenti anche il neo presidente della Liguria Marco Bucci, accompagnato dalla moglie Laura Sansebastiano, il prefetto di Genova Cinzia Torraco, il principe Domenico Pallavicino, l’assessore regionale Simona Ferro e il presidente del Consiglio comunale Carmelo Cassibba.

Sul nuovo riconoscimento per i talenti del violino si è espresso così il general manager del Gruppo Duetorrihotels, Franco Vanetti: “Con questo riconoscimento lo storico Hotel Bristol Palace si lega ad un evento che porta in città, da molti anni, gli astri nascenti, l’élite internazionale dei violinisti Under 30. Tutto questo nel nome di Niccolò Paganini, genovese di nascita e cittadino del mondo: il migliore ambasciatore possibile per un territorio ricco di bellezza, che da sempre ci impegniamo a trasmettere ai nostri ospiti attraverso le nostre proposte”. 

Barbara Grosso ha commentato: “Un’iniziativa che arricchisce ulteriormente il prestigioso Premio Paganini, legando un’icona dell’ospitalità genovese al talento giovanile internazionale e contribuendo a scrivere una nuova pagina della storia di uno tra i più prestigiosi concorsi di violino. Ringrazio il Gruppo Duetorrihotels e l'Hotel Bristol Palace per l’impegno e la vision: la nuova Sala Paganini sarà un palcoscenico ideale per ospitare concerti e prove cameristiche contribuendo senz’altro a scrivere nuove pagine della vita culturale genovese”.

Anche Giovanni Ferrando, direttore dell’Hotel Bristol Palace, ha espresso soddisfazione per il progetto: “Questa novità nasce dal dialogo costante tra il nostro Hotel e il territorio in cui è inserito: ci sentiamo profondamente legati alla vita della città - è stato il suo commento -. Ad inizio Novecento qui si organizzavano feste e banchetti per la buona società internazionale, in un palazzo frequentato nei decenni da personalità del calibro di Pirandello, Nureyev, Hitchcock ed ovviamente dal Maestro Uto Ughi. Oggi come ieri, grazie a una Sala Paganini completamente rinnovata possiamo accogliere eventi e partecipare ai fermenti creativi e culturali di Genova”.

Il presidente del Premio Paganini, Giovanni Panebianco, ha espresso soddisfazione per la nuova collaborazione: “Siamo entusiasti della sinergia con l’Hotel Bristol Palace e dell’impegno che il Gruppo Duetorrihotels dimostra nel sostenere la cultura. Il Premio Speciale è un contributo significativo, che conferma il valore del concorso come vetrina e trampolino di lancio per giovani talenti nel panorama internazionale”.

Dopo gli interventi istituzionali, la violinista Jingzhi Zhang ha eseguito brani di Bach e i celebri Capricci di Paganini, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza musicale intensa e raccolta, nel pieno spirito cameristico.

La serata si è conclusa con un cocktail offerto dall’Hotel Bristol Palace.

 

 

 

“Voci nell’ombra”, torna il festival internazionale del doppiaggio

Super User 24 Novembre 2024 838 Visite

 

Il Festival Internazionale del Doppiaggio "Voci nell’Ombra" celebra la sua venticinquesima edizione, confermandosi il principale evento dedicato all’arte del doppiaggio italiano. Dal 25 novembre al 1° dicembre, fra Savona e Genova, la manifestazione premierà le eccellenze del doppiaggio nel cinema, nella televisione e nei prodotti audiovisivi.

Un omaggio a Claudio G. Fava
L’edizione 2024 è dedicata a Claudio G. Fava, primo direttore artistico del festival e figura cardine per la valorizzazione del doppiaggio italiano. A dieci anni dalla sua scomparsa, il premio alla carriera porta il suo nome e quest’anno sarà conferito a Ennio Coltorti, voce iconica di attori come Harvey Keitel, Sam Shepard e Patrick Stewart.

Le novità della XXV edizione
Questa edizione speciale presenta una nuova mascotte, simbolo del festival, e introduce l’Anello d’Oro speciale “Le stelle del doppiaggio italiano”, riconoscimento assegnato a Rodolfo Bianchi per la direzione del doppiaggio della serie The Penguin e a Roberto Chevalier per il film Megalopolis di Francis Ford Coppola.

Nomination Cinema e Televisione 2024
La giuria, composta da esperti del settore, ha selezionato i migliori prodotti del doppiaggio italiano per il 2024. Tra le nomination spiccano:

Miglior Voce Maschile Cinema: Franco Mannella (The Holdovers), Gianfranco Miranda (Megalopolis), Francesco Venditti (Deadpool & Wolverine).

Miglior Voce Femminile Cinema: Franca D’Amato (May December), Francesca Manicone (It Ends with Us), Lucrezia Marricchi (Priscilla).

Miglior Voce Maschile TV: Fabio Boccanera (The Penguin), Roberto Pedicini (Monsters), Marco Vivio (Tracker).

Miglior Voce Femminile TV: Giulia Franceschetti (House of the Dragon), Eva Padoan (From), Benedetta Ponticelli (Baby Reindeer).

Accessibilità e attenzione ai giovani talenti
Il festival continua a distinguersi per il suo impegno verso l’accessibilità culturale e la valorizzazione delle nuove generazioni. Il Premio SIAE sarà assegnato a Davide Figliolini, giovane dialoghista italiano, mentre il Premio Ludovica Modugno andrà all’attrice doppiatrice Sara Ciocca, celebre per il ruolo nella serie Blanca.

Eventi e appuntamenti
La settimana sarà ricca di eventi: spettacoli, masterclass, proiezioni, tavole rotonde e una sezione dedicata ai podcast e ai cartoni animati. La Serata d’Onore, prevista per il 1° dicembre presso il Palazzo Ducale di Genova, vedrà la consegna degli ambiti Anelli d’Oro e dei riconoscimenti speciali.

Le parole della direttrice
«Il nostro obiettivo è promuovere il doppiaggio come arte e sensibilizzare il pubblico sul valore di questa professione – afferma Tiziana Voarino –. Questo venticinquesimo anniversario è un momento di celebrazione e riflessione per un settore in continua evoluzione, che guarda al futuro senza dimenticare le sue radici».

Tutti gli appuntamenti del festival sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Scopri di più sul programma e i dettagli delle nomination sul sito ufficiale: www.vocinellombra.com

Il Monumento Fieschi all’Auditorium Montale, un viaggio tra arte e memoria

Super User 21 Novembre 2024 619 Visite

Da giovedì 28 novembre (ore 10:30 e ore 20:00) sarà in scena al Teatro Auditorium Eugenio Montale “Il Monumento Fieschi a Genova”, un viaggio tra arte e memoria, un melologo scritto, diretto e interpretato da Pino Petruzzelli con musiche da Metamorphosis e dai Piano Etudes di Philip Glass interpretate da Valentina Messa al pianoforte e con i video di Lorenzo Zeppa. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con il Museo Diocesano di Genova e con il Teatro Ipotesi.

Il Monumento Fieschi a Genova sarà in replica venerdì 29 novembre (ore 10.30 e ore 20.00), sabato 30 novembre (ore 20.00) e martedì 3 dicembre (ore 10.30 e ore 20.00).

In occasione dello spettacolo, il Museo Diocesano ha organizzato visite guidate al Monumento nei giorni di giovedì 28, venerdì 29, sabato 30 e lunedì 1° dicembre, alle ore 16.00; biglietto ingresso Museo e visita Euro 12.00. Per le scuole, ingresso e visita euro 5.00.

Il Cardinale Luca Fieschi (Genova, 1270 - Avignone 1336) fu una figura di spicco nella Genova di inizio ‘300. Dopo la morte, avvenuta ad Avignone, le sue spoglie vennero riportate a Genova per essere sepolte nella Cattedrale di San Lorenzo, dove era stato commissionato per lui un imponente monumento funerario. Nei secoli a seguire diversi eventi portarono al danneggiamento e alla ricollocazione di varie parti del monumento all’interno del Duomo. Molti frammenti furono ritrovati durante i restauri di San Lorenzo tra fine XIX e inizio XX secolo e poi portati al Museo di Sant’Agostino dove nel 1937 circa Orlando Grosso si occupò di studiarne la composizione originale. Il recente riallestimento è stato realizzato dal Museo Diocesano, diretto da Paola Martini, su progetto museografico di Giovanni Tortelli (Studio Tortelli e Frassoni, Brescia) e con la consulenza scientifica di Clario Di Fabio e Francesca Girelli (Università di Genova). Lo spettacolo di Pino Petruzzelli racconta tutto ciò che non riusciamo a vedere dinanzi al riallestimento di un monumento la cui unica testimonianza risale al 1600: “Siamo di fronte a una delle più magnifiche e superbe sepolture che fatte in Italia». Tra parole e musica si ripercorre la storia del monumento con l’obiettivo di far rivivere il sogno di chi ha lavorato con dedizione per riportarne alla luce la bellezza.

“L’Opera Carlo Felice – dichiara il sovrintendente Claudio Orazi – inaugura una nuova collaborazione con il Museo Diocesano nel solco della cooperazione integrata con le istituzioni culturali della città. In questa nuova produzione del Teatro, parole e musica si combinano per meditare attorno ad uno dei monumenti simbolo della città di Genova”.

“Questo mio ultimo lavoro - spiega Petruzzelli - è un viaggio tra storia e arte. A volte ci chiediamo “perché l’arte e perché la storia?” Per me l'arte è una scienza segreta sempre pronta a farci capire chi siamo e chi sono le persone che ci circondano. La storia invece è un poema che racconta il domani e ci mostra tutte le volte in cui credevamo di vedere, ma in realtà non abbiamo visto”.

“Il Monumento Fieschi a Genova si propone come un’esperienza unica che unisce teatro, musica e videoproiezioni per raccontare la storia di una figura importante della Genova medievale – commenta Francesca Corso, assessore al Marketing territoriale del Comune – Pino Petruzzelli, nel ruolo di autore e regista, ci regala un viaggio emozionante tra la bellezza del monumento funerario dedicato al Cardinale Luca Fieschi, i suoi processi di conservazione e il suo significato storico. Ringrazio il Teatro Carlo Felice e il Museo Diocesano, che hanno unito le forze per preservare e valorizzare questo patrimonio artistico e storico della nostra città”.

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