Il Genoa trova a Parma un avversario con gli stessi suoi problemi
Due allenatori in bilico: chi più (Carlos Cuesta), chi meno (Daniele De Rossi). Parma-Genoa, in programma domani (domenica 20 settembre, ore 15.00) allo stadio Tardini, coinvolge emotivamente migliaia di tifosi ma può anche decidere i destini assai simili di due allenatori, che rischiano di pagare i pessimi risultati delle rispettive squadre. Ducali e grifoni sono affiancati a quota uno e non possono permettersi di perdere lo scontro diretto, ma se i rossoblù potrebbero al limite permettersi di pareggiare, i crociati - col fattore campo favorevole - non hanno davvero alternative.
Il mister genoano confessa qualche turbolenza nel proprio intimo: “Sarei un bugiardo se dicessi che affronto la situazione tranquillamente. Il lavoro per me è importantissimo, e anche il Genoa lo è. Ci tengo a tenermi il Genoa il più a lungo possibile e a fare punti. Vivo con il dispiacere di non averne raccolti abbastanza e avverto la responsabilità nei confronti dei tifosi, che con me sono meravigliosi e ogni giorno mi dimostrano lo stesso affetto espresso lo scorso anno, quando si vinceva. La società, dal canto suo, continua a dimostrarmi fiducia. Con tutto ciò, noi tecnici rimaniamo sempre sotto esame, siamo sotto osservazione e in bilico. Io vivo solo con l’ansia di dare una soddisfazione ai tifosi, ai dirigenti e, in primis, ai miei giocatori”.
Oltre i sentimenti, c’è il campo. “E’ una partita importante per noi, ma anche per loro - osserva Capitan Futuro - che non ci somigliano per caratteristiche tecniche ma hanno il nostro stesso valore. L’anno scorso a Parma costruimmo due nitide occasioni da gol e fu bravissimo il loro portiere Corvi. Penso che si possa ripetere una partita simile. Col Frosinone, al di là degli errori commessi in specie nei sedici metri, ho visto nella squadra lo spirito giusto e il successo di martedì in Coppa con il Sudtirol ci ha tolto qualche scoria. Chissà che non possa essere l’inizio di una nuova storia”.
Capitolo formazione. Ostigard, pur indebolito dalla gastroenterite, è disponibile e, con una dose massiccia di vitamine in corpo, dovrebbe farcela. C’è comunque da sostituire lo squalificato Vasquez, capitano e goleador del momento, e De Rossi ha un dubbio amletico: Otoa è già collaudato ma non si trova perfettamente a proprio agio come “braccetto” di sinistra, ruolo in cui si sta specializzando Puczka, meno esperto ma considerato il più bravo battitore di corner e di rigori della squadra.
Definite, salvo sorprese, le altre scelte, con la conferma del trio di centrocampo Frendrup-Sow-Baldanzi anche perché il quarto candidato, Amorim è reduce da un lieve infortunio alla caviglia ed appare destinato alla panchina e l’emergente Wiafe potrebbe scontare i suoi beati 18 anni in un match così delicato.
Sule fasce dovrebbero ancora agire Ehizibue ed Ellertsson, con Colombo e Osmajic (rimasto a riposo in Coppa) in avanscoperta. A gara in corso, anche a seconda del risultato parziale, potrebbe esserci spazio per alcune alternative di lusso: Traoré (il cui minutaggio è ancora ridotto), Meichtry (adatto ad agire negli spazi) e soprattutto El Shaarawy, che De Rossi non considera ancora atleticamente pronto per operare come esterno. I nuovi ingressi presuppongono un cambio di modulo (due rifinitori alle spalle di una sola punta) ma anche il possibile passaggio alla difesa a quattro, che il mister non esclude, ma intende proporre in modo continuativo dopo la lunga pausa.
Il mister del Parma, senz’altro indebolito dalle partenze dei gioielli Circati e Pellegrino, punta ancora sul modulo 5-3-2 con due terzini propensi a spingere, il fantasioso e tecnico Bernabé (recuperato da un acciacco) a costruire gioco, la mezz’ala Keita a garantire dinamismo e forza fisica e una coppia non trascurabile di attaccanti composta dall’aitante argentino Romero (uomo d’area) e dal giovane ex milanista Lontani.
Oltre quota 2500 i biglietti acquistati dal popolo genoano, speranzoso di festeggiare qualche gol e qualche punto, indispensabili per respingere la tentazione di ripetere per il terzo anno di fila un antipatico cambio della guardia.
Pierluigi Gambino














