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La fine degli "Alfaniani"

Angiolino Alfano

Nel mondo politico, la domanda del giorno è: che fine faranno gli "alfaniani"? Cioè quelli che dopo lo scioglimento

del Popolo della Libertà non hanno seguito Silvio Berlusconi nel ritorno a Forza Italia, ma si sono uniti ad Angelino Alfano in quello che è stato chiamato Nuovo Centro Destra.

Sin dall'inizio il Cavaliere non ha avuto dubbi: faranno la fine di Gianfranco Fini. Cioè scompariranno dalla scena. Anche l'ex leader di Alleanza Nazionale, che pur aveva aderito al Pdl, quando ha tentato di riunire attorno alla sua figura quegli esponenti del centro-destra che si sentivano a disagio a fianco di Berlusconi. Ma l'elettorato l'ha punito. Non è riuscito nemmeno a restare in Parlamento.

L'uscita di Alfano aveva stupito ancora di più perché quell'ex democristiano siciliano era una creatura di Berlusconi, che l'aveva scelto addirittura come suo delfino. Si è gridato al tradimento, ma si sa che la riconoscenza non appartiene al mondo della politica. Era chiaro che Alfano e compagni erano rimasti fedeli a Enrico Letta, anche per non mollare le poltrone (e quella di Alfano è particolarmente prestigiosa).

Si era parlato di un Letta-bis, ma gli alfaniani si sentivano al sicuro, il rimpasto non li avrebbe sfiorati.

Poi le cose sono cambiate. Nel Partito Democratico è stato eletto come nuovo segretario il giovane fiorentino Matteo Renzi, già definito il "Pieraccioni della politica". E Renzi, scandalizzando la vecchia base, si è alleato con Berlusconi per fare la riforma elettorale e ha pure accettato tutte le richieste del Cavaliere (niente preferenze, decidiamo tutto noi). A questo punto la posizione di Letta, che pure è il presidente del Consiglio, si è indebolita, comanda Renzi anche se non è nemmeno in Parlamento.

Con Letta si sono indeboliti di conseguenza anche gli "alfaniani". E ora Alfano ha detto a Letta: "Ci fate scomparire". Intanto è scomparsa la ministra Nunzia De Girolamo. La bella ex Pdl si è offesa perché il premier non l'ha difesa, nella vicenda dello scandalo della Sanità in Campania (il Sannio-Gate). Forse credeva che l'avrebbe fatto se non altro perché suo marito, Francesco Boccia, è un deputato del Pd. Ma Letta ha preferito lavarsene le mani alla maniera di Ponzio Pilato. Non se l'è sentita di difendere un'"alfaniana", Renzi non avrebbe gradito. E la Di Girolamo, allora, ha preferito dimettersi prima che si votasse a Montecitorio la mozione di sfiducia nei suoi confronti presentata dal MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo.

I giornali di oggi pubblicano con risalto le parole di Alfano: "Se mi lasciate solo, è finita". Non sarebbe solo la fine di Alfano. Sarebbe anche la fine del Nuovo Centro Destra. Che potrebbe sparire dalla scena prima ancora di cominciare. Proprio come era successo a Fini.

Elio Domeniconi

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