Chi votera’ ancora?

Berlusconi - Renzi
Leggendo cosa sta succedendo a Roma e i verbali di quello che è avvenuto a Genova nell'ambito della Regione
Liguria, viene da chiedersi: ma chi andrà più a votare?
A Roma il nuovo leader del Partito Democratico, Matteo Renzi, si è messo d'accordo con Silvio Berlusconi, che continua a essere il padre-padrone di Forza Italia anche se presto finirà agli arresti domiciliari o verrà dato in affidamento ai servizi sociali (non ha ancora deciso cosa chiedere). Dopo l'accordo Berlusconi ha fatto sapere che la riforma è farina del suo sacco, Renzi ha accettato le sue idee. E questo ha scatenato la rivolta all'interno del Pd. La base si è indignata: un pregiudicato in attesa di chissà quanti giudizi (che secondo i calcoli de "Il Giornale" potrebbero portarlo al carcere a vita) che viene accolto nel tempio dei democratici. E un Pd che accetta le sue richieste.
E' logico che per fare la riforma elettorale, che viene sollecitata continuamente dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, ci vuole l'accordo tra i due maggiori partiti. Ma Berlusconi avrebbe potuto mandare a trattare, che so Gianni Letta. Invece ha voluto trattare in prima persona, quasi una sfida alla magistratura che l'ha fatto espellere dal Senato. Per dimostrare che se ne infischia di tutto e di tutti.
Ma c'è dell'altro. La riforma elettorale deve essere fatta tenendo conto dei paletti posti dalla Corte Costituzionale. Invece il leader di Forza Italia pretende che si vada ancora a votare senza preferenze. Vuole continuare ad essere lui a decidere che deve andare al Parlamento e chi invece deve starsene a casa. Tutto questo è assurdo e allontana sempre di più la gente dalla politica.
Quello che poi è avvenuto nella Regione Liguria sino all'intervento della magistratura, fa rabbrividire. O meglio farebbe ridere se non ci fosse da piangere. Sono usciti i verbali dell'interrogatorio di garanzia di Nicolò Scialfa e l'ex capogruppo dell'Italia dei Valori ha ripetuto al magistrato quanto gli avevo sentito dire nei vari comizi: "Faccio politica dal 2007. Prima facevo il bancario. Ho rinunciato a uno stipendio triplo rispetto a quello del professore, perché la mia vocazione è fare l'insegnante, sono andato ad insegnare nel 1985 prendendo un milione al mese invece dei tre che percepivo in banca. Quindi non è mai stato il denaro il movente della mia vita... Ho lavorato nel sociale aiutando tutti e chi mi conosce lo sa. Ho lavorato con don Gallo...Mi reputo una persona onesta, ho insegnato per anni, ho fatto il preside in molte scuole..."
Il Gip Roberta Bossi ha dovuto interromperlo: "Mi scusi ma questa non è un'intervista, è un interrogatorio...". E dopo aver ascoltato l'allucinante autodifesa l'ha fatto rimanere agli arresti domiciliari.
L'inchiesta ha appurato che in queste "spese pazze" sono coinvolti quasi tutti, che l'attività politica consisteva soprattutto nel procurarsi gli scontrini che dovevano giustificare questi bagordi. E allora ci si chiede: come si può continuare con questa classe politica. Nel 2016 ci saranno di nuovo le elezioni regionali. Questa gente avrà ancora il coraggio di ripresentarsi? Penso proprio di sì. Ma chi andrà ancora a votarli?
Elio Domeniconi