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Tovarish Vladimir

Dino Frambati a Kiev

Dopo Budapest, Praga, ecco Kiev, una bellissima città dove ho trascorso giorni indimenticabili di vacanza.

Cambiato il secolo, il regime, il mondo, ma l'azione feroce e violenta dei satrapi dei paesi ex sovietici non sembra mutata.

L'aggressione e l'invasione della pacifica Ucraina, Repubblica autonoma e legale, riportano l'orologio della storia indietro di decenni, quando il potere comunista dell'ex Unione Sovietica ha spaventato più di una volta il mondo ed ha scritto pagine di sangue contro chi chiedeva la stessa libertà, che abbiamo noi e che hanno conquistato i nostri padri, lottando e persino morendo per liberarci dell'orrore nazista e fascista.

A quasi un secolo di distanza, quando la società civile ha cancellato, almeno in Occidente, la barbarie della guerra, una delle nazioni più potenti ed importanti del mondo fa la parte del gigante contro un nano. Vince facile perché è come picchiare un bambino.

Ma non c'è giustificazione alcuna all'azione di guerra che ha autodichiarato il compagno Putin verso l'Ucraina, cui siamo vicino con tutto il cuore.

Abbiamo visto le immagini dell'orrore: devastazione, morti, feriti, bambini che piangono, adulti con negli occhi il terrore di chi rischia la vita, ha perso pace e serenità sotto le bombe e davanti ai carri armati.

Rabbia e disgusto le sensazioni che si provano, ricordando la guerra fredda e i tanti morti per la libertà della nostra epoca.

L'insensata guerra del nuovo zar di tutte le Russie impone una risposta fortissima. Saddam Hussein, sanguinario dittatore dello stato teocratico iracheno che invase il Kuwait, trovò risposta altrettanto violenta contro la sua follia e per questo venne condannato a morte, con una sentenza che tuttavia considero un omicidio, perché a chi disprezza la vita noi, occidentali, evoluti e democratici, dobbiamo contrapporre la vita.

Ho ascoltato tante stupidaggini giustificazioniste, alchimie cervellotiche su cause ed effetti della guerra da cambiare canale, su riferimenti storici e geometrie politiche che potrebbero dare un senso all'invasione: no, non esistono. Chi prova a tracciarli, ha un attimo di indecisione a condannare la guerra di Putin è complice della barbarie.

Certo, è vero che da questa parte ci sta una Europa debole, una Nato balbettante, una Onu inutile e di mera facciata, oltre a mille voci tra loro distoniche che agevolano la guerra dichiarata unilateralmente. Vero che la politica americana estera è la più debole, insignificante e tremolante peggiore forse mai vista. Tutto vero. Ma l'azione putiniana è un'autentica follia, un delirio senza senso e senza pari, in un mondo evoluto e questa guerra è una vergogna cosmica per l'intera umanità.

Il mondo civile mostri un minimo di dignità e impedisca la legge da Far West del più forte e della prevaricazione che ricordiamo tragicamente alla base anche del nazismo.

Siamo tutti l'Ucraina. Chiudo gli occhi e vedo la bella Kiev, le sue cupole, i mille locali dove ho visto tanta bella gioventù.

I tempi sono stretti. Siamo forse già ai supplementari. Si tratti ma con determinazione e ricordando che mai e poi si deve avallare la violenza e la guerra, altrimenti si darà l'idea che la violenza paga; che usare la forza e poi trattare mettendo sotto i piedi i diritti altrui, paga.

E nessuno pensi che la guerra è lontana e non tocca personalmente perché non è così. Andate a vedere i vostri risparmi: in questi giorni sono scesi, sgonfiati, a causa della guerra insensata che fa paura, mentre sale il costo della vita.

Non possiamo lasciare che i potenti e soprattutto i prepotenti, decidano della nostra vita. Non possiamo lasciare che si effettuino altre stragi degli innocenti.

L'Ucraina e la sua sovranità popolare devono tornare come prima dell'attacco russo di pura invasione.

E' diritto della cara gente ucraina e soprattutto, un nostro dovere. 

Dino Frambati

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